Il Passato Remoto
Uno dei tempi più temuti (e affascinanti) della lingua italiana. Scopri come si forma e quando si usa correttamente.
Quando usare il Passato Remoto?
Il passato remoto è un tempo dell'indicativo che si usa per indicare un'azione avvenuta in un passato "lontano" (remoto) che non ha più alcun legame o effetto sul presente.
Si differenzia dal passato prossimo (usato per azioni recenti o con conseguenze attuali) e dall'imperfetto (usato per descrizioni o abitudini nel passato).
"Marco è nato nel 2005." (Passato prossimo: Marco è ancora vivo, l'evento ha ripercussioni attuali)
Coniugazione Regolare
Molti verbi seguono le desinenze regolari del passato remoto per le tre coniugazioni:
| Persona | -ARE (amare) | -ERE (credere) | -IRE (sentire) |
|---|---|---|---|
| Io | amai | credei / etti | sentii |
| Tu | amasti | credesti | sentisti |
| Lui/Lei | amò | credé / ette | sentì |
| Noi | amammo | credemmo | sentimmo |
| Voi | amaste | credeste | sentiste |
| Loro | amarono | crederono / ettero | sentirono |
Nota: molti verbi in -ere hanno una doppia forma regolare per io, lui/lei, loro.
I Verbi Irregolari più Comuni
La difficoltà principale del passato remoto è l'alta presenza di forme irregolari, in particolare nella seconda coniugazione (-ere). Spesso l'irregolarità colpisce solo la 1ª persona singolare (io), la 3ª singolare (lui/lei) e la 3ª plurale (loro).
fui, fosti, fu, fummo, foste, furono
ebbi, avesti, ebbe, avemmo, aveste, ebbero
feci, facesti, fece, facemmo, faceste, fecero
dissi, dicesti, disse, dicemmo, diceste, dissero
vidi, vedesti, vide, vedemmo, vedeste, videro
nacqui, nascesti, nacque, nascemmo, nasceste, nacquero
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Domenica Rotunno
Packaged App Development Analyst & Linguista
Fondatrice di Analisit.com, Domenica Rotunno unisce competenze in Linguistica Moderna (Laurea Magistrale) e Tecnologia IT (Accenture Italia). Il progetto nasce per democratizzare l'accesso a strumenti di analisi grammaticale e logica di alto profilo accademico.